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Anno edizione: 2016
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Non è semplice dare un giudizio a questo libro, mi riesce quasi difficile usare aggettivi come bellissimo, meraviglioso o travolgente proprio perché il libro affronta un tema molto delicato della storia dell'umanità che è quasi sentirsi come un elefante in una cristalleria. Lo stile di Suzy è diretto, senza giri di parole. Non abbellisce la trama, non cerca di alleggerire l'atmosfera ma riporta con trasparenza ciò che accadeva nei campi di concentramento. Lo fa con gli occhi di una ragazzina, Hanna, la quale sogna di diventare una pianista professionista. Sogna i palchi, gli applausi, l'ammirazione. Ma il sogno si infrangerà quando verrà trasferita a Birkenau e capirà cosa significa la fama, l'indifferenza, l'odio. Molte volte mi sono dovuta fermare nel corso della lettura. Non è stata una passeggiata leggerlo ma dovevo farlo perché solo leggendo, solo informandosi si può capire la crudeltà dell'uomo. E in mezzo a tutto ciò dove sembrava che il libro contenesse solo sofferenza e disperazione l'autrice ci ha donato un fiore delicato, qualcosa che non sarebbe dovuto nascere in mezzo a quello sterminio: Karl e Hanna. Carnefice e Vittima. Anche se, scopriremo più avanti della lettura, il rapporto che lega i due sarà più profondo di quello che mi sarei aspettata. Non ci troveremo di fronte ad un amore tormentato, fatto di tira e molla, litigi o tradimenti, ma di sorrisi accennati, sguardi rubati, qualcosa che va al di là della religione ma che si fa strada nell'animo e di ciò che ci distingue gli uni dagli altri. Karl rappresenta la prova che si può essere una vittima vivendo anche dall'altra parte del filo spinato, e proprio per questo odiarlo sarà un'impresa impossibile. Il finale è aperto, non sono una grande fan dei finali aperti proprio perché mi piace mettere un punto alla storia - che sia felice o triste - ma sono sicura che se chiederò all'autrice di una Hanna più vecchia, entrambe daremo la stessa risposta. La pianista di Aushwitz è uno di quei romanzi che si è portato via un pezzo del mio cuore e di cui mi ricorderò negli anni a venire. I libri che lasciano il segno, difficilmente lo farà scomparire nel tempo, magari avremo dei ricordi sfuocati ma mi ricorderò sicuramente di Karl e Hanna.
Questo libro, come tanti prima, è una storia di resistenza e di coraggio. Divise dal padre e dalla madre, ormai impazzita, Hanna ed Erika dovranno combattere insieme ogni giorno per non perdere la speranza di raccontare al mondo cosa hanno visto e cosa gli hanno fatto. Proprio per questo motivo Hanna deciderà di fare il provino per diventare pianista del direttore del campo: sebbene solo l’idea di suonare e intrattenere quell’assassino la disgusta, capirà che in certe situazioni bisogna afferrare qualsiasi possibilità di sopravvivenza. Eppure questa è ancora la storia di un amore, quello per la musica, qualcosa a cui Hanna si aggrapperà instancabilmente per resistere in quel mondo pazzo che ha costretto lei e tante altre persone tra le mura di un recinto, come bestie. La musica sarà un mezzo per conservare ogni briciola di speranza e di sanità, aiutarla a sperare che i russi siano vicini, dovesse anche trattarsi di una sinfonia suonata a memoria nella sua mente o sulle spalle della madre. Il libro è scritto in modo molto semplice e immediato, il che rende la lettura scorrevolissima. L’esperienza vissuta nei campi di concentramento l’ho trovata descritta molto meno crudamente rispetto a tanti altri libri che letto in merito; anche se non importa tanto il modo in cui è descritto, quanto ciò che davvero è accaduto e cosa quelle parole ci riportano alla mente.
Zail è riuscita ha creare una storia veramente bella ed emozionante. È un libro molto delicato e pieno di sentimento, coinvolgente. Perfetto! “Non sempre qualcosa è come sembra”, “io sono chi sono, nonostante tutto”, “l'amore non ha occhi, se non quelli del cuore”. Questi sono gli insegnamenti più evidenti nella storia, ma non gli unici: ogni sfumatura di questo libro lascia un insegnamento, sta a te coglierlo a pieno. Ho amato i due personaggi principali, appartenenti a mondi differenti, ma che in fondo tanto differenti non sono. Coraggio, amore, generosità, riconoscenza: i tratti distintivi di questo libro bellissimo.
Recensioni
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